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Cacciatori nostrani
cacciatori_nostraniSi ottengono con tagli di seconda scelt, rifilatura di spalla e prosciutto e lardo duro, macinato finemente, speziato con sale, pepe macinato e in grani, un goccio di vino bianco secco, insaccati in budello naturale di maiale, stufati e stagionati per circa 15-20 giorni.
Vinum Nostrum

vino1L'area dei Castelli Romani annovera una serie di vini pregiati apprezzati anche al di fuori dei confini italiani, come ad esempio il Frascati Doc conosciuto e degustato in tutto il mondo.


Ed è proprio quest'ultimo che vanta una lunga tradizione storica.

Conosciuto al tempo dei Romani come vino di "Tuscolo", era il preferito dall'aristocrazia dell'Urbe.

Ad accrescere la sua notorietà ci penserà un pò più tardi nel tempo, siamo nel 1500, il Papa Paolo III che, essendo stato vescovo di Frascati, ben conosceva il prodotto e lo promuoveva ad "urbi et orbi".

Dal 1966, data del primo decreto relativo alla Doc, pur attraversando parecchie traversie, dovute soprattutto alla frammentazione delle vigne e quindi alla sopravvivenza dei piccoli coltivatori, l'area dei vini dei Castelli Romani ha trovato una nuova e più giusta collocazione producendo, nelle zone certificate, varie tipologie di vino: normale, secco, amabile, dolce, il "superiore", il novello, e lo spumante.

vino2Un discorso a parte va fatto per il rarissimo cannellino che viene prodotto in quantità limitata e che ha bisogno di una particolare procedura che prevede l'aggiunta di mosto concentrato al vino finito.

Per quanto riguarda le uve, il disciplinare prevede una quota non inferiore al 70% per la Malvasia bianca di Candia e il Trebbiano Toscano, ed una pari al 30% per il Greco e Malvasia del Lazio.